Goffredo Palmerini componente del Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo (Cram)
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L’Autore abruzzese in Giappone, Cina e Corea. Attesa per il
film di Rob Marshall tratto da “Nine”
L’AQUILA -- C’è attesa per “Nine”,
il film che Rob Marshall sta da
qualche mese girando con un cast di tutto rispetto (Nicole Kidman, Penelope Cruz,
Marion Cotillard fresca vincitrice
dell’Oscar, Sophia Loren, Judie Dench e Daniel Day-Lewis) tratto dall’omonima opera di Mario Fratti diventata un cult nei teatri di Broadway. Il musical, una libera reinterpretazione del film “8 e
mezzo” di Federico Fellini,
venne posto in scena per la prima volta nel 1982 da Arthur Kopit con musiche di Maury
Yeston. Fu un clamoroso successo, durato molti anni, anche con la nuova
produzione teatrale allestita nel 2003 con Antonio
Banderas alla guida del cast. Oltre duemila le repliche, ben 7 Tony Award vinti dal musical e Mario Fratti, drammaturgo abruzzese - è nato all’Aquila il 5 luglio 1927 -
che dal 1963 vive a New York, ormai nell’olimpo degli scrittori teatrali.
Dunque occhi puntati su questo film di Rob Marshall, le cui riprese procedono
speditamente (alcune scene si girano a Roma) e l’uscita sugli schermi prevista
per l’anno prossimo. Il regista, reduce dal successo raccolto nel 2002 con il
musical “Chicago”, non vuole doppiaggi. “Nine” avrà le voci degli
interpreti, tutti hanno seguito rigorose lezioni di canto e potranno contare su
una grande orchestra con sessanta musicisti. Legittima quindi l’aspettativa per
il film che non dovrebbe tradire le attese. Fratti potrà così aggiungere altre
soddisfazioni alle tante che costellano la sua vita d’autore per il teatro. Le
sue opere, un’ottantina, vantano infatti una notevole sequela di consensi in
America e nel mondo. Tradotte in ventuno lingue, sono rappresentate in
centinaia di teatri nei cinque continenti.
Rientrato dal Giappone dove
recentemente ha presenziato a Tokyo
alla prima teatrale del dramma “Blindness” (Cecità) – opera
rappresentata anche a Smirne, in
Turchia, nel mese di febbraio - e ad un ciclo di conferenze, Mario Fratti è in partenza proprio in
questi giorni per la Cina, a
Shanghai, per la rappresentazione del dramma “The Piggy Bank” (Il
salvadanaio) e per un seminario agli studenti della Shanghai Theatre Academy, coordinato dal prof. Liu Minghou. Appena conclusi gli impegni nella moderna metropoli
cinese, lo scrittore raggiungerà Seoul
dove si recita il musical “Nine”, con diverse repliche in
programma. In Korea Fratti rimarrà
una settimana, docente in un workshop di scrittura teatrale sul musical,
destinato a giovani autori ed organizzato dalla più grande compagnia di teatro
coreana, la Seensee. Intanto alcune
sue opere hanno raccolto vasti consensi negli ultimi mesi. In Grecia, dove dal 5 al 13 aprile, è
stato rappresentato il dramma “Porno”, con ottimi riscontri di
pubblico e critica. A New York la
Passajj Productions Ltd. ha stato messo in scena al Roy Arias Theatre, per la regia di Elisabeth Falk, il musical “White Widow” (Vedova bianca),
un’opera permeata di passione siciliana, molto apprezzata dal pubblico.
Il Premio “Mario Fratti- Fred Newman”,
intitolato ai due grandi drammaturghi – Fred Newman ha scritto oltre trenta
testi teatrali postmoderni e musicals – e destinato ad opere di teatro
“politico”, è stato vinto da Charles A.
Duncombe, autore del dramma “Patriot Act: A Reality Show”. Scelto
tra duecento lavori provenienti da sei Paesi, il dramma ben rappresenta lo
spirito del premio che vuole valorizzare quegli Autori che scelgono il
difficile campo della drammaturgia impegnata e del teatro non evasivo. Il
dramma contempla la vicenda di due persone coinvolte nei ragionamenti di un everyman conservatore. Seguendo la
contorta logica del Patriot Act (una legge a difesa della patria), sinceri
patrioti si ritrovano ad essere traditori e terroristi. Insomma, una critica
severa alla politica americana degli ultimi otto anni. Il dramma andrà in scena
a New York dal 5 al 21 settembre,
per la regia di Valentina Fratti (buon nome non mènte, figlia dello
scrittore), valente direttore artistico del Miranda Theatre. Queste, dunque, le più recenti notizie su Mario
Fratti, tra i più grandi drammaturghi al mondo. Festeggiati l’anno scorso gli
ottant’anni all’Aquila, la sua città natale - “La più bella settimana della mia vita”, confiderà in un’intervista
ad un giornale americano – lo scrittore sembra persino essersi alleggerito
d’età in un tourbillon d’impegni culturali e viaggi di lavoro in tutto il mondo
che sfiancherebbero qualsiasi ventenne. Riposa, si fa per dire, quando torna
nella sua bella casa nella 55^ Strada della Grande Mela, a due passi da
Broadway e dal Central Park, correndo tra un impegno culturale e l’altro. Poi,
ogni sera, puntualmente a teatro per vedere le novità. Per raccontarle, con
efficaci e snelle recensioni, ai lettori delle testate su cui scrive.