L'unica nota positiva è che attualmente l'Italia non è certo al centro dell'attenzione americana.
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Pubblicato su News Italia Press 9
luglio 2008
Nella biografia del presidente del
consiglio italiano pubblicata nel 'press kit' che la Casa Bianca ha distribuito
ai giornalisti al seguito del presidente americano appare un'immagine di
Belusconi e dell'Italia impietosa. Immediate le scuse della Casa Bianca, ma
questa sembra essere l'idea che oltreoceano si ha del Bel Paese
Toyako
(Giappone) - "Il
premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un
paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Principalmente un uomo d'affari con massicce
proprietà e grande influenza nei media internazionali". Non è
l'incipit di un articolo presente su quei volantini che esponenti di
organizzazioni di estrema sinistra distribuiscono nelle strade delle città
italiane, né l'opinione di qualche giornalista anglosassone particolarmente
critico nei confronti del Bel Paese, ma quanto riportato nella biografia del presidente del consiglio italiano,
pubblicata nel 'press kit' che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al
seguito del presidente americano.
L'impietosa descrizione del premier e del popolo
italiano si spinge oltre: "Berlusconi
era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua
importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali
finché non ha perso il posto nel 2006. Odiato da molti ma rispettato da tutti
almeno per la sua 'bella
figura' (in italiano
nel testo) e la pura forza della sua volontà - si legge nel testo -
Berlusconi ha trasformato il suo senso
degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il
governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più
ricca del paese".
Vengono poi citati altri particolari
dell'ascesa del primo ministro Silvio
Berlusconi, alcuni dei quali erano contenuti anche nel suo
messaggio che aveva spedito durante la campagna elettorale per le elezioni del
2001: "Si era messo a vendere
aspirapolvere, alavorare come
cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli
altri studenti in cambio di soldi".
Clamorosa gaffe, a
cui il portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha cercato di porre
rimedio immediatamente con una lettera. "Scrivo - si legge nel testo - in relazione a certi documenti di background che sono stati distribuiti
ai giornalisti in viaggio sull'Air Force One per il vertice del G8 che si tiene
in Giappone. Una biografia non
ufficiale del primo ministro italiano Berlusconi, inclusa nel materiale stampa,
utilizza un linguaggio
insultante sia nei confronti del primo ministro Berlusconi che del popolo
italiano.
I sentimenti espressi nella biografia
non rappresentano le vedute del presidente Bush, del governo americano e degli
americani. Ci scusiamo con l'Italia e con il
primo ministro per questo errore davvero sfortunato. Come
tutti coloro che hanno seguito il presidente Bush, il presidente ha per il
premier Berlusconi e per tutti gli italiani la più alta stima e riguardo".
La fama di Gorge W. Bush non è proprio quella di
un impeccabile diplomatico, lo testimonia l'ultima figuraccia durante
l'incontro con il presidente filippino, Gloria
Macapagal Arroyo, quando il presidente statunitense per
esprimere la propria stima nei confronti del popolo filippino ha citato come
esempio di virtù le doti dello chef della Casa Bianca, Cristeta Comerford,
originaria dell'arcipelago asiatico. La battuta, "ho detto al Presidente Arroyo che ho la conferma del
valore dei filippini in America ogni volta che ceno alla Casa Bianca",
ha affermato ridendo Bush, è stata accolta con estrema freddezza dalla sua
ospite, che ha risposto con un semplice "grazie".
In questa occasione, però, ha spiegato Andrea Mantineo, direttore di America Oggi, quotidiano in lingua italiana edito
negli Stati Uniti, "la colpa non è
di Bush, ma di chi ha fatto la cartella, di qualche funzionario".
Inutile cercare di vedere in questo episodio un possibile strappo fra i due
"ottimi amici", come
sono spesso stati definiti. Semplicemente sembra che gli incaricati di redigere
il dossier abbiano prelevato la biografia di Berlusconi dalla 'Encyclopedia of World Biography',
senza valutare l'opportunità politica di quanto era scritto.
Un errore che però rileva un
dato preoccupante, la visione che hanno all'estero dell'Italia. Quanto
affermato da Mantineo conferma questo timore. Il documento, secondo il
direttore di America Oggi, "non
contiene informazioni errate, l'alta corruzione, il conflitto di interessi di Berlusconi sono dei
fatti, certo si può
discutere sull'opportunità di inserire questi dati in un tale tipo di
documenti, ma non dire che sono falsità". Questo significa che
al di là delle convergenze riguardo la politica estera Berlusconi e Bush non
sono poi 'così amici'non? "No,
- ha risposto Mantineo -l'amicizia
fra i due leader esiste.
Questi sono fatti che la stampa italiana ed estera hanno sempre sottolineato.
Il fatto che Berlusconi sia da anni sotto processo e lo è tutt'oggi, che è
l'uomo più ricco d'Italia e che ci sia un grande conflitto di interessi è
realtà. Ciò negli Usa è giudicato come un'anomalia che può andar bene in uno
Stato del terzo mondo".
L'amicizia di Bush verso Berlusconi evidentemente
travalica quelli che sono i 'difetti' del premier italiano citati dalla stessa
stampa statunitense forse perché, come ha spiegato Mantineo, "la cattiva immagine italiana non è nata con il
Governo Berlusconi né con quello di Prodi. E' l'intera struttura di Governo ha non godere di
una buona reputazione, anzi la stessa società. Si vede l'Italia come il Paese dove si cerca di ottenere più di quanto si
necessita, dove i
dipendenti pubblici lavorano poco, e questo è stato confermato dalla crociata
contro i ‘fannulloni' annunciata dal ministro Brunetta. Un Paese dove mancano le regole etiche. A dire il vero anche negli States succedono
scandali, ma chi viene preso subisce le conseguenze in Italia no".
Sembrano quasi pregiudizi, però anche in questo caso, purtroppo, ci sono
elementi di verità alla base. Si potrebbe citare il comportamento
dell'opposizione, con gli attacchi al Papa, al Presidente della Repubblica ed a
se stessa, per sottolineare l'immagine di un Paese poco credibile, ma anche in
questo caso Mantineo ha affermato che "questi
sono episodi recenti, l'idea di un Paese poco efficiente circola ormai da molto
tempo".
L'unica nota positiva è che attualmente l'Italia
non è certo al centro dell'attenzione americana. Ro Pucci, che
gestisce un portale rivolto agli italo-americani, Info USA Magazine, ha infatti spiegato che
"questa vicenda ha trovato poco
spazio sui media statunitensi. Qui si è concentrati sulla campagna elettorale, sui problemi economici
che effettivamente sono gravi. Ci sono persone che non riescono a finire di pagare la casa, altro
che Italia. L'amministrazione Bush ha portato a questa difficile situazione ed
ora i candidato si battono intorno al tema dell'economia con lo stesso McCain
che ha preso le distanze dal suo possibile predecessore". Stati
Uniti che si rivolgono a se stessi dunque e che, "quando guardano all'esterno - ha
aggiunto Pucci - si interessano ai
grandi blocchi economici,
alla Cina prima di tutto ed all'Unione europea. Si mantengono relazioni con i singoli Paesi membri dell'Ue, ma l'interesse è rivolto all'Europa nel suo complesso, come attore che può influire sull'economia
americana". Ognuno pensa ai propri di problemi, ma questo più
che una consolazione perché se anche si passa inosservati all'estero, al
proprio interno i problemi persistono.