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LA GAFFE CHE DEVE FAR RIFLETTERE L’ITALIA

Wed, 09 Jul 2008 22:58:00
L'unica nota positiva è che attualmente l'Italia non è certo al centro dell'attenzione americana.
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Pubblicato su News Italia Press 9 luglio 2008

Nella biografia del presidente del consiglio italiano pubblicata nel 'press kit' che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano appare un'immagine di Belusconi e dell'Italia impietosa. Immediate le scuse della Casa Bianca, ma questa sembra essere l'idea che oltreoceano si ha del Bel Paese

Toyako (Giappone) - "Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio. Principalmente un uomo d'affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali". Non è l'incipit di un articolo presente su quei volantini che esponenti di organizzazioni di estrema sinistra distribuiscono nelle strade delle città italiane, né l'opinione di qualche giornalista anglosassone particolarmente critico nei confronti del Bel Paese, ma quanto riportato nella biografia del presidente del consiglio italiano, pubblicata nel 'press kit' che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano.

 

L'impietosa descrizione del premier e del popolo italiano si spinge oltre: "Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006. Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua 'bella figura' (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà - si legge nel testo - Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese".

Vengono poi citati altri particolari dell'ascesa del primo ministro Silvio Berlusconi, alcuni dei quali erano contenuti anche nel suo messaggio che aveva spedito durante la campagna elettorale per le elezioni del 2001: "Si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi".

Clamorosa gaffe, a cui il portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha cercato di porre rimedio immediatamente con una lettera. "Scrivo - si legge nel testo - in relazione a certi documenti di background che sono stati distribuiti ai giornalisti in viaggio sull'Air Force One per il vertice del G8 che si tiene in Giappone. Una biografia non ufficiale del primo ministro italiano Berlusconi, inclusa nel materiale stampa, utilizza un linguaggio insultante sia nei confronti del primo ministro Berlusconi che del popolo italiano.

I sentimenti espressi nella biografia non rappresentano le vedute del presidente Bush, del governo americano e degli americani. Ci scusiamo con l'Italia e con il primo ministro per questo errore davvero sfortunato. Come tutti coloro che hanno seguito il presidente Bush, il presidente ha per il premier Berlusconi e per tutti gli italiani la più alta stima e riguardo".

La fama di Gorge W. Bush non è proprio quella di un impeccabile diplomatico, lo testimonia l'ultima figuraccia durante l'incontro con il presidente filippino, Gloria Macapagal Arroyo, quando il presidente statunitense per esprimere la propria stima nei confronti del popolo filippino ha citato come esempio di virtù le doti dello chef della Casa Bianca, Cristeta Comerford, originaria dell'arcipelago asiatico. La battuta, "ho detto al Presidente Arroyo che ho la conferma del valore dei filippini in America ogni volta che ceno alla Casa Bianca", ha affermato ridendo Bush, è stata accolta con estrema freddezza dalla sua ospite, che ha risposto con un semplice "grazie".

In questa occasione, però, ha spiegato Andrea Mantineo, direttore di America Oggi, quotidiano in lingua italiana edito negli Stati Uniti, "la colpa non è di Bush, ma di chi ha fatto la cartella, di qualche funzionario". Inutile cercare di vedere in questo episodio un possibile strappo fra i due "ottimi amici", come sono spesso stati definiti. Semplicemente sembra che gli incaricati di redigere il dossier abbiano prelevato la biografia di Berlusconi dalla 'Encyclopedia of World Biography', senza valutare l'opportunità politica di quanto era scritto.

Un errore che però rileva un dato preoccupante, la visione che hanno all'estero dell'Italia. Quanto affermato da Mantineo conferma questo timore. Il documento, secondo il direttore di America Oggi, "non contiene informazioni errate, l'alta corruzione, il conflitto di interessi di Berlusconi sono dei fatti, certo si può discutere sull'opportunità di inserire questi dati in un tale tipo di documenti, ma non dire che sono falsità". Questo significa che al di là delle convergenze riguardo la politica estera Berlusconi e Bush non sono poi 'così amici'non? "No, - ha risposto Mantineo - l'amicizia fra i due leader esiste. Questi sono fatti che la stampa italiana ed estera hanno sempre sottolineato. Il fatto che Berlusconi sia da anni sotto processo e lo è tutt'oggi, che è l'uomo più ricco d'Italia e che ci sia un grande conflitto di interessi è realtà. Ciò negli Usa è giudicato come un'anomalia che può andar bene in uno Stato del terzo mondo".

 

L'amicizia di Bush verso Berlusconi evidentemente travalica quelli che sono i 'difetti' del premier italiano citati dalla stessa stampa statunitense forse perché, come ha spiegato Mantineo, "la cattiva immagine italiana non è nata con il Governo Berlusconi né con quello di Prodi. E' l'intera struttura di Governo ha non godere di una buona reputazione, anzi la stessa società. Si vede l'Italia come il Paese dove si cerca di ottenere più di quanto si necessita, dove i dipendenti pubblici lavorano poco, e questo è stato confermato dalla crociata contro i ‘fannulloni' annunciata dal ministro Brunetta. Un Paese dove mancano le regole etiche. A dire il vero anche negli States succedono scandali, ma chi viene preso subisce le conseguenze in Italia no". Sembrano quasi pregiudizi, però anche in questo caso, purtroppo, ci sono elementi di verità alla base. Si potrebbe citare il comportamento dell'opposizione, con gli attacchi al Papa, al Presidente della Repubblica ed a se stessa, per sottolineare l'immagine di un Paese poco credibile, ma anche in questo caso Mantineo ha affermato che "questi sono episodi recenti, l'idea di un Paese poco efficiente circola ormai da molto tempo".

L'unica nota positiva è che attualmente l'Italia non è certo al centro dell'attenzione americana. Ro Pucci, che gestisce un portale rivolto agli italo-americani, Info USA Magazine, ha infatti spiegato che "questa vicenda ha trovato poco spazio sui media statunitensi. Qui si è concentrati sulla campagna elettorale, sui problemi economici che effettivamente sono gravi. Ci sono persone che non riescono a finire di pagare la casa, altro che Italia. L'amministrazione Bush ha portato a questa difficile situazione ed ora i candidato si battono intorno al tema dell'economia con lo stesso McCain che ha preso le distanze dal suo possibile predecessore". Stati Uniti che si rivolgono a se stessi dunque e che, "quando guardano all'esterno - ha aggiunto Pucci - si interessano ai grandi blocchi economici, alla Cina prima di tutto ed all'Unione europea. Si mantengono relazioni con i singoli Paesi membri dell'Ue, ma l'interesse è rivolto all'Europa nel suo complesso, come attore che può influire sull'economia americana". Ognuno pensa ai propri di problemi, ma questo più che una consolazione perché se anche si passa inosservati all'estero, al proprio interno i problemi persistono.

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