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All’audizione
interparlamentare si chiede di parlare dei jet delle compagnie
HOUSTON,
Texas– Sembra
proprio che con l’elezione di Barack Obama alla presidenza in America sia
iniziata a soffiare un’aria diversa e poco propizia ai papaveri dell’industria
americana. E’ successo ieri davanti al comitato interparlamentare che si
preparava ad affrontare l’argomento diventato pressante della concessione di un
costoso salvagente di venticinque miliardi di dollari all’industria
automobilistica americana, che gli amministratori delegati delle tre grandi di
Detroit: General Motors, Crysler e Ford si sono trovati improvvisamente seduti
su poltrone molto scomode ed addirittura scottanti. L’incidente tragicomico,
che aveva tutti i contorni dell’agguato inaspettato, s’e’ verificato nel
momento in cui il Congressman Democratico dello Stato
di New YorkGary
L. Ackerman rivolgendosi ai tre alti rappresentanti dell’industria dell’auto
commentava “ C’e’ un’ironia deliziosa nel vedere arrivare in volo a Washington
D.C. lussuosi jet privati e vederne uscire gente con tazze di stagno in mano “
e poi continuava “ E’ quasi come vedere un tizio che si presenta ad una cucina
per la zuppa calda dei poveri con il cappello a cilindro e lo smoking…voglio
dire, non avreste potuto abbassarvi a volare in prima classe o a volare sullo
stesso jet o a qualcosa di simile per arrivare qua?" L’allusione alle scene
tipiche della grande depressione, note tramite le foto e gli spezzoni di
documentari in bianco e nero, con le file di poveri in attesa di una scodella
di minestra calda, riferita ai tre superfunzionari milionari, deve aver assunto
subito la connotazione inequivocabile della micidiale presa per i fondelli per Richard
Wagoner della General Motors, per Robert Nardelli della Chrysler e per Alan
Mulally della Ford che s’erano recati col cappello in mano al Campidoglio a perorare
la causa delle sovvenzioni a favore del malato grave di Detroit. I tre erano
rimasti come folgorati più che interdetti ed a quel punto, senza nessuna pietà il
Rappresentante Democratico dello Stato della California Brad Sherman si buttava
subito nella mischia per rigirare il pugnale nella ferita con un intervento
ancora più spettacolare e quasi scaturito dalla nota serie televisiva Perry Mason.
Il Congressman, infatti, aggiungeva a sua volta: “ Desidero chiedere ai tre funzionari
che si trovano qui d’alzare la mano se sono arrivati con un volo di linea, ” e
continuava “ Al tavolo dei testimoni tutti fermi “. A questo punto incalzava “
Secondo, desidero chiedervi d’alzare la mano se state progettando di vender il
vostro jet…e di rientrare con un aereo di linea.” Ancora nessun movimento da
parte dei tre e Sherman concludeva ” Si metta agli atti che non s’e’ alzata
alcuna mano . “ Questa la parte più scioccante di un incontro-scontro più che
rovente tra i politici ed i CEO di Detroit accusati d’eccessi incredibili in un
periodo di passione come quello attuale per l’economia americana, nel bel mezzo
del quale, mentre cittadini comuni perdono la casa, perdono il posto di lavoro
si chiede loro di sovvenzionare con i soldi delle proprie tasse amministratori
dei quali si commenta che non debbano essere eccessivamente preparati se hanno
ridotto l’industria dell’auto americana a brandelli. Sono gli stessi che,
nonostante tutto, hanno continuato ad incassare nel 2007 una retribuzione totale
di $15.7 milioni (Wagoner), di $21.7 milioni (Mulally) ed una cifra altrettanto
astronomica Nardelli il quale, in un momento di grande generosità, si era
persino lasciato andare a dichiarare che avrebbe continuato a lavorare anche
per un solo dollaro l’anno. Il colpo di grazia al terzetto milionario veniva
pero’ inferto dal Congressman Repubblicano della North Carolina Patrick T.
McHenry il quale nonostante lo schieramento conservatore commentava: “ Non sono
per nulla contrario ai voli privati, ma il fatto che siete arrivati con i
vostri jet privati dal costo di decine di migliaia di dollari solo per venire a
Washington e’ un po’ arrogante alla vigilia della vostra richiesta di danaro
dei contribuenti.” E’ stato uno spettacolo dei capi dei costruttori d’auto di sordità
fredda come la pietra. Secondo quanto asseriscono, non sono responsabili dell’attuale
disastro dell’industria automobilistica. Hanno passato la maggior parte della
seduta minacciando la nazione di un Armageddon economico se non si da loro l’aiuto
del governo e dichiarando d’aver fatto a Detroit un ottimo lavoro.” La seduta,
comunque, s’e’ conclusa dopo bordate pesanti come questa e configurandosi come
una solenne “strigliata” da parte dei politici all’incommensurabile
sfrontatezza del trio del jet set che s’e’ ritirato dopo aver incassato una più
che meritata figuraccia. Se si considera che persino i Repubblicani, che ora
sanno come McCain fu affondato dal suo sostegno al primo intervento di settecento
miliardi, stanno dando segni di nervosismo, perdendo le staffe, sembra di dover
constatare che le cose per i ricchi e famosi stanno prendendo una brutta piega.
Quello che irrita di più e’ che ci si trova davanti a persone poco coerenti e
poco serie che, prima dichiarano la loro fede cieca nel sistema privato e poi,
quando le cose si mettono male, passano con la mano protesa per chieder l’obolo
del tanto odiato sistema statale che , a sentire loro, sarebbe all’origine di
tutti i mali del mondo.