Executive Search to the Real Estate Industry at its best!
JCRES is an international
recruiting firm established in 1977.Throughout its history, the company has completed
assignments in the residential and commercial real estate sectors. The typical assignments handled
by the firm are in the following areas:
* Single Family * Multifamily * Commercial Office
* Industrial/Warehousing
* Retail
* Hospitality
* Medical
* Corporate Real Estate
Please contact Susan Vaughn at 281-359-2165 or Veronica Ramirez at
281-359-2108.
JCR Executive Search International * 4501
Magnolia Cove Dr. *
Kingwood , TX
77345
HOUSTON, Texas– Alla fine arrivò
lui, il vecchio pilota della U.S. Navy abbattuto sui cieli del Vietnam, ponendo
il sigillo su una convention repubblicana come da copione e che da oggi deve
fare i conti non con la poesia ma bensì con la prosa: il dissesto economico
americano verificatosi con un presidente repubblicano alla guida. Da tempo McCain
ha fatto di tutto per distanziarsi da Bush. Il suo apparato promozionale ha
ignorato completamente il presidente cowboy venuto non da Hollywood, come il
grande Reagan, ma dal Texas ed il silenzio ha finito per diventare piu’
fragoroso di uno dei colpi di cannone sparati in Iraq o in Afghanistan. Ad un
certo punto, dopo l’abile mossa della scelta della Palin, neanche il ritornello
della presunta mancanza d’esperienza d’Obama ha più funzionato e’ s’e’ dovuto
ricorrere alla nuova strategia del candidato “maverick”, con lo stesso nome di
battaglia del pilota di marina Tom Cruise in Top Gun per far capire che, se
eletto, McCain si sarebbe allontanato del tutto dalla politica repubblicana
tradizionale, dal lobbysmo e da ciò che gli Americani trovano indigesto facendoli
propendere per le teorie esposte dal carismatico senatore afroamericano
dell’Illinois. Adesso, dopo aver sentito il vecchio candidato conservatore che
per assicurare sulla sua longevità s’e’ portato alla convention la vetusta e
rocciosa madre ultranovantenne, si deve considerare l’idea che sarebbe da lui
che dovrebbe venire il cambiamento che tutti hanno sperato si realizzasse con
la scesa in campo di Barack Obama. La stessa scelta della bellicosa
“barracuda”, sulla quale ora si cominciano a scoprire lati inediti e grossolane
imprecisioni sul suo panegirico autobiografico, sembra sia stata scelta proprio
come compagna d’avventura per la sua fama di ribelle iconoclasta e per
sottolineare ancora di più la nuova politica revisionista del credo
repubblicano che McCain vorrebbe far intendere di realizzare dopo essersi trasferito
alla Casa Bianca. Qualcuno, molto giustificatamente, potrebbe osservare a
questo proposito che erano stati proprio i tentativi di fuga del senatore
dell’Arizona che lo avevano reso antipatico alla base del suo partito oltre che
all’apparato dirigente del partito dell’elefante. Non si capisce quindi come
ora, guardando i visi estasiati dei delegati di Saint Paul nel Minnesota, tutto
all’improvviso possa essere finito quasi per miracolo a tarallucci e vino.
Paura del bau-bau democratico? Improvvisa folgorazione sulla via di Damasco di
tutti quei repubblicani che fino ad ieri dicevano peste e corna del vecchio
candidato quando per esempio esprimeva opinioni diverse sul trattamento da
riservare ai milioni d’immigrati ispanici che vivono e lavorano in America
senza documenti?Sembra proprio di dover
convenire che anche in politica ci sono circostanze molto particolari in cui
bisogna far buon viso a cattivo giuoco e nel corso delle quali se non s’impara
a nuotare a tempo di record si rischia certamente d’andare a fondo e d’annegare.
Che McCain meriti la Casa Bianca non ci sono dubbi. Da tempo Americani di tutte
le tendenze politiche vanno ripetendo che chi come lui ha dato quello che ha
dato alla Patria meriti almeno, prima che sia troppo tardi, questo ultimo
riconoscimento al suo eroico spirito di sacrificio. A chi però dopo otto anni
di Bush e dopo l’ennesima guerra miliardaria, si trova ad aver perso la casa e
ad essere rimasto vittima di una disoccupazione salita ora oltre il sei
percento e’ piuttosto difficile fare accettare l’idea che il candidato
repubblicano possa veramente capire i suoi problemi quando ieri sera la sua
biondissima consorte s’e’ presentata alla kermesse della convention portandosi
addosso un abbigliamento ed una gioielleria dal valore di circa
trecentotrentamila dollari. Il patriottismo a cui McCain fa appello con grande
onesta’ e’ certamente una cosa che gli fa onore ma, sfortunatamente per le sue
speranze presidenziali, e’ anche molto probabile che s’accompagni pure alla più
semplice e fondamentale dote del senso comune di cui dovrebbe essere fornita la
maggioranza degli elettori americani.