Executive Search to the Real Estate Industry at its best!
JCRES is an international
recruiting firm established in 1977.Throughout its history, the company has completed
assignments in the residential and commercial real estate sectors. The typical assignments handled
by the firm are in the following areas:
* Single Family * Multifamily * Commercial Office
* Industrial/Warehousing
* Retail
* Hospitality
* Medical
* Corporate Real Estate
Please contact Susan Vaughn at 281-359-2165 or Veronica Ramirez at
281-359-2108.
JCR Executive Search International * 4501
Magnolia Cove Dr. *
Kingwood , TX
77345
HOUSTON, Texas– Se per il candidato
repubblicano John McCain le cose non dovessero andare bene ed alla Casa Bianca
finisse Obama, il risultato fallimentare sarebbe attribuito senza dubbio alla
scelta sbagliata del vicepresidente: il governatore dell’Alaska Sarah Palin. In
una convenzione repubblicana nella quale il presidente in carica e’ stato
totalmente assente, come se non uscisse fuori dallo stesso partito di McCain,
la parola d’ordine e’ stata quella di continuare a battere sul tasto della vita
eroica del candidato, della quale nessuno dubita, per dare l’impressione che il
patriottismo sia appannaggio esclusivo dei conservatori. La serata di ieri ha
registrato dei momenti d’autentica emozione quando l’ex candidato
presidenziale, il senatore del Tennessee Fred Thompson ha usato efficacemente
tutta la sua oratoria d’avvocato ed attore per tracciare le vicissitudini drammatiche
della prigionia di John McCain ed affiancandosi, così, al video pure coinvolgente
del noto attore Robert Duval. L’intervento di Mike Huckabee, il candidato
beniamino delle frange protestanti dei repubblicani, specialmente del profondo
sud, ha portato la serata con grande stile e misura alle alte vette dei sermoni
migliori e più ispirati. Ancora un invito a premiare chi ha dato tutto alla sua
patria ed a chi lo ha fatto senza mai esitare e con onore esemplare. L’aneddoto
finale dei veterani, additati da un’insegnante come i costruttori della vita
libera dei giovani studenti Americani, ha riportato il candidato-predicatore a
risplendere della tipica oratoria ricca di parabole degli esponenti del clero
ed ha suscitato ammirazione e rimpianti per il fatto che Huckabee non riuscisse
ad avere un po’ più di fortuna nella sua avventura per la presidenza. Molti
hanno potuto apprezzare il suo grande equilibrio di politico avulso dalle
strategie propagandistiche più odiose e squalificanti ma era a questo punto che
la serata dei repubblicani cambiava improvvisamente registro. Il sobbalzo e poi
la caduta stilistica in picchiata iniziava con il melanconico sindaco della
grande mela, Rudy Giuliani, col quale dopo i voli pindarici precedenti,
cominciavano a fioccare le pugnalate velenose contro Obama ed i suoi liberal. L’ultimo
arrivato sull’enorme palco ironizzava, criticava demonizzava chi come Obama aveva
dedicato il suo tempo al servizio comunitario, certamente non paragonabile
all’agonia pluriennale di McCain nelle prigioni vietnamite ma, non per questo,
da liquidare come non importante e superfluo. Giuliani, che dispensava dal
pulpito stoccate gratuite nei confronti del senatore afroamericano democratico,
ometteva naturalmente di ricordare che un candidato presidenziale goffo e
precipitato prima del decollo come lui non costituisce una fonte molto
autoritaria alla quale poter attingere per opinioni e consigli agli elettori.
Si giungeva così alla signora Palin, la donna scelta strategicamente da McCain
come vicepresidente per spingere alla diserzione le sostenitrici irriducibili
di Hillary Clinton. Nessuno nell’infatuazione veramente divistica dei delegati
repubblicani si chiedeva il perché del suo soprannome di “barracuda” fino a
quando, aperta la bocca che finiva puntualmente per essere distorta da una
mossa di disprezzo, non iniziava anche lei a picchiare sempre di più sulle
presunte scelleratezze di Obama e dei Democratici. Ancora una litania immemore
dei fatti che mostrano come controproducente ed addirittura perdente il vezzo
poco nobile di far uso della campagna negativa ed una lista da lavandaia
sciorinata con l’atteggiamento da prima della classe dall’ex reginetta seconda
classificata in un concorso di bellezza. Alla fine, una parata familiare del
governatore venuto dal freddo nella quale era pure presente il bimbo affetto
dalla sindrome di Down ed al quale un genitore autenticamente pieno di premure
avrebbe risparmiato la tortura della lunga permanenza serale nel fragoroso
calderone della convenzione di Saint Paul.I giochi in ogni modo sono fatti. La squadra repubblicana ha dato la sua
interpretazione del cambiamento richiesto dagli Americani. McCain e la Palin
dovranno vedersela con Obama e Biden che nei sondaggi hanno su di loro qualche punto
in più e, specialmente, un notevole vantaggio di fondi, segno evidente
dell’impegno dei sostenitori della compagine democratica. La prudenza nello
spendere dei conservatori del Partito Repubblicano e’ forse un indice più che
eloquente di quale possa essere il livello d’impegno della gente tipicamente più
facoltosa che e’ possibile trovare fra i ranghi dei sostenitori di McCain e
della Palin. A questo punto mentre Obama e’ in pole position forse qualcuno
farebbe bene ad aprire più generosamente i cordoni della borsa. Questa sarebbe
forse la maniera più diretta ed efficace per mostrare che il grande entusiasmo
che trabocca dalla convention repubblicana e’ veramente autentico e non una
semplice manifestazione rituale e di facciata.