Executive Search to the Real Estate Industry at its best!
JCRES is an international
recruiting firm established in 1977.Throughout its history, the company has completed
assignments in the residential and commercial real estate sectors. The typical assignments handled
by the firm are in the following areas:
* Single Family * Multifamily * Commercial Office
* Industrial/Warehousing
* Retail
* Hospitality
* Medical
* Corporate Real Estate
Please contact Susan Vaughn at 281-359-2165 or Veronica Ramirez at
281-359-2108.
JCR Executive Search International * 4501
Magnolia Cove Dr. *
Kingwood , TX
77345
HOUSTON, Texas– Aveva iniziato a
parlare nelle riunioni di una comunità del South Side di Chicago ed a distanza
di pochi anni il giovane senatore afroamericano dell’Illinois s’e’ trovato a
fare il discorso con il quale accetta la nomination del partito democratico
come candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Le migliaia di delegati di
Denver, i milioni di telespettatori americani che hanno seguito col fiato
sospeso le parole appassionate e piene di speranza di Barack Obama hanno finito
per rendersi conto che con quel politico diverso da tutti quelli precedenti si
concludeva un ciclo tragico iniziato con le catene degli schiavi delle piantagioni
di cotone e passato sulle vite degli attivisti dei diritti civili e del Dott.
King, stroncate dall’odio ottuso del razzismo omicida. Mentre il candidato alla
Casa Bianca parlava della sua vita personale non dissimile da quella degli Americani
della borghesia e dei livelli più umili della società, all’incendio non
distante nel tempo delle chiese nere del sud s’andava avvicendando quello
spontaneo ed incontenibile dell’entusiasmo della gente comune. Obama faceva
proprie tutte le frustrazioni di un’America fiaccata da un’economia recessiva e
proponeva un cambiamento vicino alle vere necessità di tutti che escludeva
categoricamente un protrarsi d’altri quattro anni dell’amministrazione Bush
tramite l’interposta persona del senatore repubblicano McCain. Come il grande
predicatore dell’Alabama e differentemente da Malcom X Obama, però, non aveva
per il suo avversario repubblicano parole cariche d’animosità settaria, legate
alla propria origine. Il giovane senatore che se eletto intendeva essere il
presidente di tutti, rivolgeva subito a John McCain il suo ossequio per il suo
ruolo d’eroe della tragica guerra del Vietnam e passava poi a constatare che il
candidato repubblicano, appartenente alla classe più fortunata della società
americana, non era semplicemente in grado di capire fino in fondo ciò di cui la
gente comune avesse veramente bisogno. Era proprio questa gente, in attesa di
un messaggio di speranza e di cambiamento, che era ispirata e travolta emozionalmente
dall’analisi e dai progetti di rinnovamento precisi presentati con semplicità dal
discorso di Obama. Sulle orme di Martin Luther King il senatore afroamericano
invitava tutti coloro che più avevano sofferto ad aver fiducia, nonostante
tutto. In linea con il presidente assassinato a Dallas, ricordava a tutti gli
Americani che non bisogna arrendersi mai e che bisogna aiutare l’America con il
proprio impegno personale a diventare diversa e migliore di quella vecchia. La
gente che si accalcava nello stadio di Denver, gli Americani incollati davanti
ai televisori si rendevano conto all’improvviso che l’invito veniva rivolto
loro da parte di un uomo che aveva dato prova con la sua vita di quanto
affermava e chiedeva loro. Avevano la consapevolezza d’essere testimoni di una
svolta epocale e che il loro paese era pronto finalmente per il cambiamento e
per l’inizio di una fase nuova della sua storia.