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USA: TROPPO GRASSO PER L’ESECUZIONE

Fri, 08 Aug 2008 23:26:00
A distanza di due decenni l’assassino sopravvissuto con il solito balletto dei rinvii tenta ora la carta dell’obesità e della probabile morte dolorosa, crudele ed anticostituzionale che potrebbe fargli slittare ancora l’appuntamento con la pena capitale.
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PIANETA AMERICA


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Richard Wade Cooey

Numero - A194016

Data di nascita - 06/09/1967 

Genere – Maschile

Razza – Bianca

Data d’ammissione - 12/10/1986

Istituto - Ohio State Penitentiary 

Status – Carcerato


R W Cooey, un altro morto che cammina


HOUSTON, Texas -- Dal braccio della morte del carcere di Mansfield nell’Ohio, Richard Wade Cooey, un detenuto condannato alla pena capitale per l’omicidio nel 1986 di due studentesse dell’Università di Akron Dawn McCreedy e Wendy Offredo, fa ricorso tramite il suo legale contro l’esecuzione adducendo come motivazione il fatto che e’ obeso. I difensori fanno presente che in condizioni fisiche come quelle del loro cliente l’iniezione letale, prevista nell’Ohio, rischierebbe d’essere la causa di una morte dolorosissima e crudele e ciò, dopo un dibattito in proposito ed un pronunciamento da parte delle Corte Suprema degli Stati Uniti, sarebbe anticostituzionale perché la pena capitale in America non può essere particolarmente crudele nella sua applicazione al condannato a morte.

Cooey s’illude, probabilmente, di poter comprare ancora altro tempo per la sua più che discutibile vita. Un’esistenza che, in ogni caso, oltre a costare per troppo tempo al buon contribuente americano, s’e’ già protratta dietro le sbarre più a lungo della vita delle sue due giovani vittime che furono massacrate dal pingue criminale con una barbarie inaudita.

 

La sera del 31 Agosto del 1986 Cooey, in licenza dall’esercito e dopo aver bevuto in compagnia del giovane Clint Dickins e di un altro amico prese a gettare grossi pezzi di cemento sulle auto che passavano sotto a un ponte.

Ad essere colpita fu l’auto di due studentesse che avevano appena terminato il turno di lavoro e che Cooey ed i suoi amici, spuntati dal nulla, s’offrirono d’accompagnare al più vicino centro commerciale.

L’auto delle ragazze era inutilizzabile e, per loro sfortuna, le due accettarono. Di lì a poco, in un luogo deserto, dopo essere state violentate entrambe a turno ed essere state derubate le due ragazze venivano legate e trucidate con ferocia inaudita con l’impiego di un manganello e di un coltello ed i loro gioielli venivano messi in vendita dai loro carnefici che rintracciati e processati ricevevano le pene giudicate più appropriate per il ruolo avuto nella mattanza.

 

Uno dei componenti del terzetto omicida fu riconosciuto poco coinvolto nei fatti, a Dickins, ancora in età minore, veniva comminata la pena dell’ergastolo di un adulto, Cooey, riconosciuto colpevole di due omicidi aggravati, di due furti aggravati, di due rapimenti, di un’aggressione e di quattro accuse di stupro veniva condannato a morte.

A distanza di due decenni l’assassino sopravvissuto con il solito balletto dei rinvii tenta ora la carta dell’obesità e della probabile morte dolorosa, crudele ed anticostituzionale che potrebbe fargli slittare ancora l’appuntamento con la pena capitale.

 

C’e’ chi commenta in questo modo, dopo aver visto comparire sul piccolo schermo il mostro, deciso a ritentare la sua gara a rimpiattino con la morte:

Signora A, California: “ La maggioranza della gente non ha la più pallida idea sulla pena di morte. Ho appena finito di leggere il libro di Delfino e Day PENA DI MORTE USA 2005 – 2006, e sono rimasta stupefatta nell’apprendere che non devi essere neppure l’assassino per essere giustiziato. Leggetelo.”

Signor B, Florida: “ Morirà in galera. Ci sono quelli che accettano l’inevitabilità della morte. Altri come questo detenuto lottano per la loro vita. Sono certo che anche le vittime di questo carcerato lottarono per la vita. Lui non ebbe pietà di loro.

Per la cronaca, sono contro la pena di morte.”

Signor C, Texas: “ Non avrebbe dovuto vivere tanto. La sua esecuzione avrebbe dovuto aver luogo dopo alcune settimane dalla condanna, le sue vittime non furono in grado di fare appello quando furono assassinate, perché dovrebbe essere lui in grado di farlo? Lui perse quel diritto quando mise le mani su quelle povere ragazze. Quando la pianteremo di far governare il nostro paese dai criminali?”

 

Intanto, gli Americani continuano a morire assurdamente all’estero come in patria. Muoiono tra le auto bomba irachene ed i proiettili afghani, muoiono in numero impressionantemente maggiore di diabete e di malattie cardiocircolatorie e per altre complicanze della stessa obesità di cui e’ affetto il pluriomicida supergarentito, che nell’opinione di alcuni può avere qualche possibilità di ritardare ancora una volta l’inevitabile.

Ancora una volta, naturalmente, se la parola finale non spetterà a qualcuno che, come in un caso di un paio d’anni fa, in una corte federale, rigetti il pretesto che il condannato sia a maggior rischio di subire un dolore e sofferenze maggiori a causa della sua obesità e del diabete. Intanto un orologio nel penitenziario di Mansfield nell’Ohio continua a scandire inesorabilmente i suoi secondi e Richard Wade Cooey, come tutti gli esseri umani, ha un appuntamento che nessuno e’ mai stato in grado di cancellare.


PUBBLICATO SU NIP:

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