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PIANETA
AMERICA
RO PUCCI
McCain accusa
i media americani di parzialità nei confronti di Obama
HOUSTON, Texas
– L’America scopre il “fair play”, quella che in Italia è
chiamata la “Par condicio”, e lo fa proprio ora, nel bel mezzo di una campagna
elettorale delle presidenziali del 2008, combattuta senza esclusioni di colpi.
In queste ultime ore, infatti,
il paladino dei repubblicani John McCain e gli uomini del suo seguito si lamentano
con forza del fatto che l’avversario democratico, senatore Barack Obama, ha con
sé un codazzo imponente di rappresentanti della stampa, in linea con un
appoggio mediatico, chiaramente favorevole che è certamente in contrasto con l’imparzialità.
I repubblicani che protestano
per la trasferta estera superseguita di Obama in Afghanistan ed in Iraq, sono
naturalmente più preoccupati per l’esito conclusivo sempre più vicino delle
presidenziali. In particolare si lamenta che la stampa fino ad ora è stata
troppo sbilanciata a favore del senatore afroamericano il quale, in tutta una
serie di speciali è stato dipinto come un nuovo Kennedy o addirittura come un
nuovo messia.Il portavoce di McCain, Jill Hazelbaker, ha fatto notare a
questo riguardo che quello che preoccupa di più non è tanto la quantità quanto
la qualità dell’informazione dedicata all’avversario democratico di McCain, forzatamente
elogiativa ed esaltante della sua vita e delle sue opere. In questo momento, tutti
e tre i rappresentanti dei network più importanti hanno un rappresentante al
seguito di Obama, e ne registrano puntualmente ogni cosa: mentre visita le
truppe in Afghanistan ed in Iraq, si ferma a parlare con le truppe, promettendo
cambiamenti di strategia per ciò che riguarda il rientro in America e mentre si
concede un exploit sportivo, giocando a basket vestito con uno stile analogo a
quello di qualsiasi tizio che incontri in ogni supermarket.
Il viaggio che poi approderà in
Europa, dove i Tedeschi diversamente di come fecero per Kennedy hanno rifiutato
di far parlare Obama al muro di Belino, sta trasformandosi in un’operazione di
promozione politica senza precedenti che, chiaramente, allarma non poco McCain
ed i Repubblicani. Il senatore dell’Arizona che aveva accusato il suo
antagonista democratico d’inesperienza in fatto di politica estera e di
mancanza di conoscenza dei problemi di prima mano adesso sta pesando che forse
avrebbe fatto meglio a non suggerire idee circa viaggi all’estero perché ora Obama
con la sua trasferta, sta ponendo riparo alle sue debolezze, mietendo nel
frattempo consensi e ricevendo un’attenzione mediatica che ha forse pochi
precedenti. Per questo motivo, i suoi avversari si lamentano di parzialità dei
media anche perché ricordano che, in analoghe circostanze, il senatore
repubblicano non aveva avuto con sé un esercito di giornalisti.
Lagnanze ed invocazioni di Par
condicio che forse andrebbero fatte più in sordina. L’unico effetto che
s’ottiene è infatti quello di far notare maggiormente che il personaggio-Obama
interessa di più e che i media, sempre a caccia di audience, non sono
intenzionati a mollarlo e farsi sfuggire l’occasione per far polarizzare su di
se l’attenzione degli Americani.