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PIANETA
AMERICA
RO PUCCI
Il sindacato
dei piloti accusa la US Airways d’esercitare pressioni indebite sull’uso del
carburante
HOUSTON, Texas
– Sembra che la US Airways, che naturalmente nega ogni
addebito, non si renda conto sufficientemente che rimanere a secco di
carburante mentre si è in volo non è esattamente uguale ad avere lo stesso
problema con l’auto, mentre si e’ in viaggio su di un’autostrada. Questa è la
conclusione alla quale giungono forse molti dei viaggiatori americani, che si
servono dell’aereo per i loro spostamenti, dopo aver appreso che mercoledì il
sindacato piloti ha accusato la compagnia aeread’esercitare pressioni
assurde affinché i suoi piloti volino con meno carburante. Com’e’ noto il
carico più importante dell’aereo è quello del combustibile ed “alleggerire” il
velivolo del carburante vuol dire consumarne di meno, con notevoli risparmi per
la compagnia aerea. Un portavoce del sindacato Capitano James Ray ha rivelato
che otto piloti più anziani, dei 5200 rappresentati dal sindacato, hanno
inoltrato una nota di protesta alla Federal Aviation Administration per aver
ricevuto una richiesta di frequentare dei corsi d’aggiornamento che potrebbero
preludere ad un licenziamento, dopo che essi avevano richiesto dell’altro
carburante di riserva per un massimo d’altri quindici minuti di volo.
Morgan Durrant, portavoce della
US Airways, ha negato che la richiesta ai piloti, finiti nell’occhio del ciclone,
fosse di natura punitiva anche dopo che qualcuno gli avesse fatto notare che la
stessa richiesta non era stata fatta anche a tutti gli altri piloti della
compagnia. A questo punto, la notizia è finita come una bomba sui media tra lo
sconcerto e la preoccupazione comprensibile dei viaggiatori alcuni dei quali,
da ora in poi, saranno agitati dal sospetto di levarsi in volo senza tutte le
possibili garanzie di sicurezza.
Il settore del trasporto aereo
americano è stato particolarmente colpito dal vertiginoso aumento dei costi del
carburante, per questo motivo, prima si è cominciato a caricare di costi
aggiuntivi il bagaglio eccedente quello concesso, poi si sono ritoccati i cibi
e le bevande che, tra le altre cose non si possono più portare a bordo perché
messe al bando dalle norme antiterrorismo ed, ultimamente, si sono anche
eliminati dai voli meno lunghi le attrezzature per la proiezione dei film
ritenute pesanti e, quindi, concausa dello spreco che ora si cerca ad ogni
costo d’eliminare.
Conforta sapere, in ogni caso, che
l’ultima parola circa la quantità richiesta per potere giungere senza problemi
a destinazione tocca proprio ai piloti. Assieme a quella dei passeggeri è in
gioco anche la loro incolumità e, siccome nei voli civili nel caso si rimanga a
secco non ci si può neppure lanciare col paracadute, come avviene per i colleghi
dell’aviazione militare, sapere di giungere a Chicago in un’ora di punta e
tenendosi in volo solo per grazia degli ultimi rimasugli di gas del serbatoio non può costituire certamente una piacevole prospettiva.
E’ probabile che ora, dopo una
tale richiesta di sobrietà da parte dell’ US Airways, ci sia più di un pilota della
compagnia che la notte abbia degli incubi e non riesca a dormire più bene come
prima. Sembra anche che non riescono ad essere rilassati gli alti gradi e gli
azionisti delle linee aeree americane delle quali, secondo una diceria, almeno
una dovrebbe essere nell’impossibilità di continuare ad operare e dovrebbe
dichiarare presto il fallimento. Non è da
escludere che abbia anche qualche fondamento la notizia secondo la quale presto
alcuni voli interni americani verranno rilevati da compagnie aeree estere che
non hanno gli stessi problemi e che, specialmente, s’accertano sempre che i
loro aerei prima di partire abbiano fatto il pieno richiesto affinché possano
giungere a destinazione senza che lampeggi la spia rossa della riserva.