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PIANETA AMERICA
Indignazione
per la copertina anti-Obama del Newyorker
HOUSTON, Texas
– Più ci si avvicina al momento della verità ed allo
scontro finale tra il candidato repubblicano McCain e quello democratico Obama
e più in America ci si accorge che non solo in amore ed in guerra è permessa
ogni cosa ma che la stessa regola andrebbe estesa pure alle campagne elettorali.
Questa volta, a portare il colpo basso contro il senatore afroamericano
dell’Illinois è stata la nota rivista The Newyorker che si è servita della
grafica molto eloquente della sua copertina.
Obama è rappresentato su di essa vestito alla maniera islamica con il tipico turbante degli
orientali, mentre scambia un segno d’intesa con la moglie che ha un’enorme
acconciatura afro alla maniera della rivoluzionaria afroamericana Angela Davis ed
un mitra russo a tracolla. Sullo sfondo campeggia un ritratto d’Osama Bin Laden
collocato opportunamente sopra un caminetto dentro il quale e’ ben visibile una
bandiera americana in fiamme.
Il messaggio non
avrebbe potuto essere più esplicito ed a nulla sono servite le giustificazioni
da parte dei rappresentanti della rivista tese a dimostrare che si voleva
mettere alla berlina la rappresentazione degli estremisti repubblicani, i quali
cercavano di diffondere l’idea che questi sia un ultraliberal e, perciò, un antiamenricano.
L’accusa, estesa anche alla moglie del
candidato democratico, attaccata a suo tempo per alcune affermazioni controverse,
erano già riapparse con costanza per tutto l’arco delle presidenziali che ora
arrancano fra nuove trovate e nuovi veleni in un paese nel quale, in teoria,
l’amore anglosassone per lo sport ed il gioco pulito dovrebbe rendere
impossibili tecniche propagandistiche cosi’ smaccatamente sleali. Tutti sono
consapevoli di come una parte notevole dell’elettorato americano conservatore e
nazionalista, che trova il proprio codice in “Dio-Nazione-Onore”, è facilmente
influenzabile da vignette che lasciano poco all’immaginazione e che riescono a
far radicare l’idea che l’aspirante democratico alla Casa Bianca sia, in
effetti, un nemico degli Stati Uniti. Per questo motivo, con monotona regolarità,
allusioni e calunnie di questo tipo sono affiorate in vario modo e tramite
diversi canali fra i quali la posta elettronica, per continuare a battere il
ferro rovente dell’elettorato indeciso mentre questo era ritenuto caldo e
malleabile. Nonostante tutto, la maggior parte dei commentatori ha definito
questo nuovo attacco ad Obama del Newyorker, mascherato da satira, “Privo di
gusto ed offensivo”.
Come teorizzava
gia’ a suo tempo Gioacchino Rossini nel suo Barbiere di Siviglia “la calunnia
e’ un venticello” che ha la caratteristica, col passare del tempo, d’aumentare di forza come un uragano e per
finire fragorosamente “come un colpo di cannone”.
Si sa anche bene
che, in genere, una volta inoculato il tarlo del sospetto e della sfiducia,
questo continua a lavorare sotterraneamente nella mente dell’elettore fino al
momento del voto e che, quando il danno è stato fatto, a poco valgono le scuse
e le trovate degli incaricati di pubbliche relazioni per annullare l’effetto
ottenuto.
E’ forse in vista
dello sdegno sollevato che, non solo Obama ed i suoi ma persino McCain e la
gente del suo gruppo si sono precipitati per prendere le distanze dalla rivista
saltata all’improvviso all’attenzione degli Americani.
E’ possibile che
qualche democratico ora dubiti della genuinità di queste scuse repubblicane ma è
forse utile ricordare che, molte volte come nel caso dei Clinton, analoghe
trovate al vetriolo avevano finito per conferire ad Obama l’aureola di martire
ed ad ottenere uno scopo esattamente uguale e contrario a quello pianificato in
anticipo.
La storia delle
campagne elettorali sta a dimostrare che i meandri della psicologia collettiva
sono piuttosto intricati ed a volte, anche i conoscitori più profondi che
cercano di mettere a punto la mossa vincente, finiscono per accorgersi d’avere fallito e
d’avere mancato clamorosamente il loro bersaglio.
Fortunatamente per
la vittima designata della copertina del Newyorker, l’America in questo momento
si trascina ancora nella sua crisi economica che s’aggrava col passare del
tempo. Adesso si diffondono pure notizie di collassi di banche e fuori delle
loro agenzie si formano file di correntisti, che in preda al panico, vanno a
ritirare i risparmi depositati confessando poi che, vista l’aria che tira,
preferiscono sapere che i propri dollari siano collocati in un posto più sicuro
all’interno delle mura domestiche. L’aumento senza fine del prezzo della
benzina e la soluzione di problemi come quello citato prima e collegati allo
stato grave dell’economia, alla fine, saranno i fattori che più che le trovate
propagandistiche saranno in grado di fare giungere uno dei due avversari alla
presidenza. Si deve constatare che fra i rappresentanti dei media c’e’ sempre
chi è chiaramente fazioso e non perde l’occasione per offrire al proprio
favorito un aiuto eclatante che a volte si ha il dubbio non fosse neppure richiesto.
Per fare ciò questi finisce, come nel caso del Newyorker, per scadere di tono e
per disgustare parte dei lettori più,
equilibrati. Evidentemente, c’e’ chi s’accontenta di sapere che fare rumore
serve perche’ riesce a far a vendere ancora piu’ copie, permettendo anche di
fronteggiare la crisi innescata dalla concorrenza sempre più pericolosa rappresentata
dall’avanzare incontenibile della grande rete di internet.