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PIANETA
AMERICA
RO PUCCI
Obama ancora
in rotta di collisione con l’elettorato
HOUSTON, Texas
– Ad esaminare attentamente la condotta di gara di Barack
Obama sembra proprio di poter affermare che il suo momento magico si sia
esaurito con la fine della sua sfida interna al partito democratico e con la
sconfitta di Hillary Clinton. Adesso, dopo le brillanti affermazioni tra i
giovani ed in stati anche a bassa densità afroamericana, non passa giorno che
il senatore dell’Illinois non esca fuori con affermazioni e prese di posizione
che sembrano fatte apposta per alienargli il favore della maggioranza degli
Americani. L’ultima in ordine di tempo quella d’oggi e riguardante un argomento
molto delicato e che altri, forse, avrebbero preferito affrontare in modo
diverso e, vale a dire, la questione della lingua.Il candidato presidenzialedel partito democratico nel corso della sua campagna in
Georgia e durante una trasmissione della CNN ha affermato, infatti, che la
povera conoscenza linguistica degli Americani è imbarazzante e che i bambini hanno
bisogno d’imparare lo spagnolo.
Questa
dichiarazione, ripresa subito dai media ed amplificata notevolmente, ha finito
per far risollevare subito un vecchio vespaio. E’ noto che gli Stati Uniti non
hanno una lingua ufficiale e da tempo si discute di far diventare per legge l’inglese,
la lingua ufficiale della nazione, sviluppatasi dopo lo sbarco dalla Mayflower a
Cape Cod dei Padri Pellegrini che avevano lasciato alle loro spalle
l’Inghilterra.
E’ altrettanto noto
che l’ottantatré per cento degli
Americani, inclusa la maggioranza degli Ispanici, s’e’ pronunciato a favore del
varo di una tale legge. L’affermazione di Obama, dunque, è diventata subito
motivo di polemica, prestando il fianco alle accuse di tutti quelli che cercano
di demonizzarlo e che prospettano scenari allarmanti che vedrebbero il paese
diretto da un antiamericano al quale importa poco o nulla della difesa della
vera identità culturale dell’America.
Alcuni sostenitori
del senatore afroamericano hanno suggerito, pero’, che la sua affermazione dovrebbe
essere letta in modo diverso ed, in pratica, come un invito alle nuove
generazioni di riuscire a parlare fluentemente una seconda lingua europea,
utile per le trasferte all’estero e tale da potere mettere i giovani Americani
in grado di raggiungere un’auspicabile situazione di bilinguismo, giustificata
dalla massiccia presenza di cittadini ispanici negli Stati Uniti. Molti altri
invece, spinti dalla martellante campagna repubblicana, hanno reagito subito in
maniera molto prevedibile. La concessione nei confronti degli Ispanici, molti
dei quali presenti in America illegalmente, è sembrata ingiustificabile e
troppo permissiva e si è commentato aspramente che è obbligo degli immigrati
d’apprendere la lingua del paese dove si sono trasferiti e non lo Spagnolo da
parte dei cittadini americani che li ospitano. S’e’ fatto rilevare pure che
tanto nel 2006 che nel 2007 Obama, in sede legislativa, aveva mancato di dare
il suo appoggio a mozioni tendenti a consacrare l’inglese come la lingua
ufficiale degli USA e questo riferimento storico non ha prodotto altro effetto
che quello di gettare ancora pesanti ombre sulla figura del possibile primo
inquilino afroamericano della Casa Bianca.
Obama potrebbe aver
fatto questa nuova affermazione per attrarre dalla sua parte i consensi del
forte elettorato ispanico ma, considerando le reazioni degli Americani e dei media, e’
evidente che s’e’ trattato ancora di un pericoloso errore di calcolo,
specialmente se si considera che il candidato democratico, s’avvicina sempre di
più al suo scontro finale con l’avversario repubblicano McCain, che e’ ritenuto
un vero e proprio eroe di guerra ed un estremo difensore dei valori
tradizionali dell’America.
Ogni nazione, e non
solo gli Stati Uniti, ha bisogno di una lingua comune, necessaria a tutti i
cittadini per annullare le barriere linguistiche e per poter comunicare senza alcuna
difficoltà, prima ancora che per identificarsi in essa come elemento culturale più
importante e distintivo di quel paese. Se si considera il numero enorme di
lingue e di dialetti che sono presenti in America si capisce, infatti, come qui
più che altrove la scelta di una lingua nazionale, ufficiale non sia
un’imposizione ingiustificata ed inutile ma un fattore unificante
importantissimo ed una vera e propria ineludibile esigenza.