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USA: LA QUESTIONE DELLA LINGUA

Thu, 10 Jul 2008 23:18:00
Ogni nazione, e non solo gli Stati Uniti, ha bisogno di una lingua comune.
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PIANETA AMERICA


   RO PUCCI


Obama ancora in rotta di collisione con l’elettorato

 

HOUSTON, Texas – Ad esaminare attentamente la condotta di gara di Barack Obama sembra proprio di poter affermare che il suo momento magico si sia esaurito con la fine della sua sfida interna al partito democratico e con la sconfitta di Hillary Clinton. Adesso, dopo le brillanti affermazioni tra i giovani ed in stati anche a bassa densità afroamericana, non passa giorno che il senatore dell’Illinois non esca fuori con affermazioni e prese di posizione che sembrano fatte apposta per alienargli il favore della maggioranza degli Americani. L’ultima in ordine di tempo quella d’oggi e riguardante un argomento molto delicato e che altri, forse, avrebbero preferito affrontare in modo diverso e, vale a dire, la questione della lingua. Il candidato presidenziale del partito democratico nel corso della sua campagna in Georgia e durante una trasmissione della CNN ha affermato, infatti, che la povera conoscenza linguistica degli Americani è imbarazzante e che i bambini hanno bisogno d’imparare lo  spagnolo.

Questa dichiarazione, ripresa subito dai media ed amplificata notevolmente, ha finito per far risollevare subito un vecchio vespaio. E’ noto che gli Stati Uniti non hanno una lingua ufficiale e da tempo si discute di far diventare per legge l’inglese, la lingua ufficiale della nazione, sviluppatasi dopo lo sbarco dalla Mayflower a Cape Cod dei Padri Pellegrini che avevano lasciato alle loro spalle l’Inghilterra.

E’ altrettanto noto che l’ottantatré  per cento degli Americani, inclusa la maggioranza degli Ispanici, s’e’ pronunciato a favore del varo di una tale legge. L’affermazione di Obama, dunque, è diventata subito motivo di polemica, prestando il fianco alle accuse di tutti quelli che cercano di demonizzarlo e che prospettano scenari allarmanti che vedrebbero il paese diretto da un antiamericano al quale importa poco o nulla della difesa della vera identità culturale dell’America.

Alcuni sostenitori del senatore afroamericano hanno suggerito, pero’, che la sua affermazione dovrebbe essere letta in modo diverso ed, in pratica, come un invito alle nuove generazioni di riuscire a parlare fluentemente una seconda lingua europea, utile per le trasferte all’estero e tale da potere mettere i giovani Americani in grado di raggiungere un’auspicabile situazione di bilinguismo, giustificata dalla massiccia presenza di cittadini ispanici negli Stati Uniti. Molti altri invece, spinti dalla martellante campagna repubblicana, hanno reagito subito in maniera molto prevedibile. La concessione nei confronti degli Ispanici, molti dei quali presenti in America illegalmente, è sembrata ingiustificabile e troppo permissiva e si è commentato aspramente che è obbligo degli immigrati d’apprendere la lingua del paese dove si sono trasferiti e non lo Spagnolo da parte dei cittadini americani che li ospitano. S’e’ fatto rilevare pure che tanto nel 2006 che nel 2007 Obama, in sede legislativa, aveva mancato di dare il suo appoggio a mozioni tendenti a consacrare l’inglese come la lingua ufficiale degli USA e questo riferimento storico non ha prodotto altro effetto che quello di gettare ancora pesanti ombre sulla figura del possibile primo inquilino afroamericano della Casa Bianca.

Obama potrebbe aver fatto questa nuova affermazione per attrarre dalla sua parte i consensi del forte elettorato ispanico ma, considerando  le reazioni degli Americani e dei media, e’ evidente che s’e’ trattato ancora di un pericoloso errore di calcolo, specialmente se si considera che il candidato democratico, s’avvicina sempre di più al suo scontro finale con l’avversario repubblicano McCain, che e’ ritenuto un vero e proprio eroe di guerra ed un estremo difensore dei valori tradizionali dell’America.

Ogni nazione, e non solo gli Stati Uniti, ha bisogno di una lingua comune, necessaria a tutti i cittadini per annullare le barriere linguistiche e per poter comunicare senza alcuna difficoltà, prima ancora che per identificarsi in essa come elemento culturale più importante e distintivo di quel paese. Se si considera il numero enorme di lingue e di dialetti che sono presenti in America si capisce, infatti, come qui più che altrove la scelta di una lingua nazionale, ufficiale non sia un’imposizione ingiustificata ed inutile ma un fattore unificante importantissimo ed una vera e propria ineludibile esigenza.



PUBBLICATO SU INFORM:

http://www.mclink.it/com/inform/art/08n13916.htm



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