McCain: Spero che Fidel Castro abbia l’opportunità d’incontrare Karl Marx molto presto!
HOUSTON, Texas – “Sperò che Fidel Castro abbia l'opportunità d’incontrare Karl Marx molto presto” lo ha detto John McCain riferendosi al filosofo tedesco Karl Marx, ideologo del comunismo. Il candidato che detiene ormai la nomination per le presidenziali del partito repubblicano, ha affermato da buon ex-militare e senza peli sulla lingua, d’auspicare la morte in tempi brevi del leader massimo di Cuba e manifestando la convinzione che il suo successore designato, il fratello Raul continuerà senza soluzione di continuità la dittatura comunista che affligge ormai da lungo tempo l’isola caraibica. In effetti, le parole del candidato di punta del Partito Repubblicano sono la manifestazione letterale del pensiero di tutti i numerosi Cubani rifugiatisi negli USA che addirittura pregano che “il demonio venga a prendersi finalmente” l’ottantunenne dittatore cubano. Solo chi alcuni mesi addietro si trovava a Miami ed ha potuto assistere all’esplosione di gioia della comunità cubana della bella città della Florida verificatasi al trapelare delle prime notizie sulla fine imminente di Castro può rendersi conto realisticamente di come sia atteso in America l’evento della fine del dittatore comunista e della sua dittatura. In quell’occasione i caroselli di macchine, i canti di gioia alle radio cubane e per le strade di Miami furono degne della vittoria di un campionato mondiale di calcio o di baseball. Se si considera che l’attesa dei Cubano-americani è durata quasi mezzo secolo si potrà anche capire quanto sia alta la trepidazione per l’uscita definitiva dalla scena di Fidel Castro il quale, questa volta, ha comunicato ufficialmente il suo ritiro dalla carica di presidente e di capo dell'esercito di Cuba e la sua sostituzione da parte del fratello Raul. John McCain è favorevole alla linea dura con Cuba del Presidente Bush ed è deciso a non togliere le dure sanzioni che hanno reso per lungo tempo difficile la vita dei Cubani a condizione che Raul Castro riveda la politica oppressiva del fratello, effettuando nell’isola una svolta democratica. Con questa sua convinzione, proprio da recente, il detentore della nomination repubblicana ha espresso critiche severe nei confronti di Barack Obama definendo la sua posizione a proposito di Cuba “pericolosamente ingenua”. McCain ha affermato la sua convinzione che Castro stia tentando di “sistemare” il fratello continuando cosi’ la guida familiare dell’isola e dichiarando di non aspettarsi da questa successione nulla di buono in quanto il successore per molti aspetti “è peggio di Fidel”. E’ dunque naturale che per le sue idee il senatore dell’Arizona abbia gran successo e che possa fare affidamento sul sostegno elettorale dei Cubano-americani. McCain è considerato in America un vero eroe di guerra e, persino Barack Obama che si prepara a scontrarsi con lui nell’ultima sfida per la Casa Bianca, recentemente gli ha rivolto omaggio davanti alle telecamere per quanto dovette subire come pilota della Marina, prigioniero durante la guerra del Vietnam. Il ricordo delle torture ai suoi compagni da parte dei Vietcong è un’eperienza che non ha dimenticato facilmente ed è noto a tutti che, quando Hanoi, dopo il suo abbattimento, lo identificò come figlio di un importante ammiraglio americano e gli diede la possibilità di ritornare in America, si rifiutò con decisione di ricevere un trattamento diverso da quello dei suoi compagni.